L’Ordine Carmelitano ha una storia antica: affonda le sue radici nella tradizione risalente agli Eremiti del Monte Carmelo (Israele), poi rielaborata e trasmessa in modo personale da S. Teresa. I primi eremiti del Carmelo sono cristiani europei del XII secolo: ex crociati, pellegrini, sacerdoti, che, attirati dall’esempio del profeta Elia, desiderano consacrarsi a Maria sul monte Carmelo. Sono chiamati, perciò, “Fratelli” o “Eremiti del Monte Carmelo”. Vivono secondo uno stile eremitico, normale, all’epoca, in Europa e in Palestina.


I Fratelli del Monte Carmelo chiedono al loro vescovo Alberto, patriarca di Gerusalemme tra il 1206 e il 1214, di scrivere per loro alcune norme, basandosi sullo stile di vita che già da tempo conducono. La Regola di vita che ne nasce è soprattutto un’esposizione spirituale che contiene elementi essenziali, quali: la preghiera, la comunione dei beni, le riunioni della comunità, il lavoro, il silenzio, la Celebrazione eucaristica. Dopo non molti anni la situazione in Terra Santa precipita a causa delle guerre: nel 1291 i Carmelitani devono abbandonare definitivamente la loro terra d’origine e ritornare nei paesi di provenienza, iniziando a dedicarsi alle necessità del popolo con la predicazione e l’apostolato.

Verso la fine del XIV sec. cominciano a formarsi vicino ai conventi carmelitani gruppi di donne che vogliono ispirarsi al carisma. Nel 1452 il Priore Generale dei Carmelitani riceve il permesso di accogliere le donne nell’Ordine: è la nascita ufficiale delle monache Carmelitane. Fra queste ricordiamo, in particolare, la beata Giovanna Scopelli che nel 1485 fonda a Reggio Emilia il monastero di S. Maria del Popolo.

Teresa de Ahumada (1515-1582) entra a 21 anni al Carmelo dell’Incarnazione di Avila, sua città natale, dove compie un cammino di profonda maturazione umana e spirituale. Il 24 agosto 1562 si trasferisce con alcune compagne nel piccolo monastero di “S. Giuseppe” di Avila, adottando il nome religioso di Teresa di Gesù, dove inaugura il nuovo stile di vita delle Carmelitane Scalze, arricchendo il carisma carmelitano di tratti originali.

Da un punto di vista strutturale, riduce il numero di monache portandolo ad un massimo di ventuno per consentire un contesto meno dispersivo e più fraterno; insiste sulla necessità di guadagnarsi da vivere con il lavoro delle proprie mani senza dover uscire a chiedere elemosine; introduce il momento della ricreazione dopo i pasti in cui le sorelle possono ritrovarsi insieme e crescere nella comunione; adotta la clausura con lo scopo di agevolare il più possibile l’amicizia con Dio e con le sorelle, sempre mantenendo l’attenzione alle necessità della Chiesa e del mondo intero.

 

Nel novembre 1568, insieme a Giovanni della Croce, Teresa inaugura a Duruelo il primo convento di Carmelitani Scalzi. I suoi monasteri si diffonderanno in Spagna e, dopo la sua morte, in tutto il mondo.

Icone realizzate da una sorella del Monastero